giovedì 5 maggio 2016

Castello - nudo femminile




Parlando d'arte futurista vengono in mente i nomi altisonanti di Balla, Carrà, Severini, Russolo e Boccioni. Pochi sanno che, nel 1911, i Futuristi accolsero nel gruppo un ventunenne di Rivarolo Ligure. Si chiamava Enrico Castello (1890-1966) ma ricevette da Carrà il soprannome di "Verdenne". Il giovane iniziò allora quella che sarebbe diventata la sua attività principale, l'illustratore, collaborando con il Corriere dei Piccoli. Si firmò dapprima "Richìn" (diminutivo di Enrico, in dialetto milanese) poi semplicemente "Chin". Fu combattente in guerra e, nel 1916, divenne pilota militare. In tempo di pace riprese a fare illustrazioni mantenendo però i contatti con l'ambiente futurista. Essendo aviatore e artista non poté non aderire al movimento della Aeropittura. Prese parte alla Biennale del 1940 ma quella fu una delle poche occasioni importanti in cui Castello espose i propri dipinti. Non era tipo da mettersi in mostra benché fosse artista poliedrico e di fertile inventiva. Questo, in parte, spiega perché la sua opera sia rimasta sconosciuta ai più. Sua è questa china acquerellata su carta. Dipinta negli anni '30, reca la firma "Chin" in basso a destra. Il foglio misura 20x26 cm. ed è collocato in passepartout dentro una cornice non coeva di 31x38 cm.



PREZZO: 700 €

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