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 Giovanni Segantini

 (1858-1899)

 

Giovanni Segantini nasce a Arco, vicino a Trento, nel 1858 e si trasferisce presto a Milano, dove frequenta l'Accademia di Brera.
In quegli anni conosce il critico e teorico Vittore Grubicy che lo spinge a rifare l'opera "Ave Maria a Trasbordo" secondo la nuova tecnica divisionista, rielaborazione del pointillisme francese.
Gli artisti Divisionisti (accanto a Segantini si trovano Pellizza da Volpedo e Morbelli) concepiscono un nuovo tipo di chiaroscuro: accostano sulla tela piccole pennellate di colori primari puri, a filamenti o a puntini, creando un intenso effetto luminoso.

Questo nuovo modo di dipingere permette a Segantini di rendere l'atmosfera del mondo naturale e allo stesso tempo di esprimere le proprie emozioni. Le sue opere più grandi sono infatti quelle composte dopo il trasferimento in Engadina, quando attraverso la tecnica dei colori divisi restituisce sulla tela la luce vibrante dei paesaggi montani e manifesta il suo sentimento panico della natura.
L'opera di Segantini non è però solo specchio del dato reale, in essi aleggia un'atmosfera visionaria e mitica, propria della corrente Simbolista europea.
L'arte eleva i temi quotidiani della maternità, della morte e della vita agreste a concetti universali: l'immagine della stalla diventa nelle "Due madri" il più eloquente simbolo dell'amore materno.
La componente simbolica di Segantini si evidenzia compiutamente  con opere come "Ave Maria a Trasbordo" e "L'angelo della vita", senza trascurare però l'amore dell'artista per la natura, che si rivela in "Mezzogiorno sulle Alpi" e "Ritorno dal bosco",.

 

 

Per approfondire

- Tra Pittura e Fotografia - di Rosabianca Mascetti
  un omaggio a Giovanni Segantini

- www.segantini.it

 

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