Figlio di un rappresentante della borghesia industriale romana, Giovanni
Costa nasce a Roma nel 1826.
Durante la giovinezza riceve un'educazione di impostazione classica, rimane
affascinato dall'arte del medioevo e del rinascimento e si dedica alla
pittura frequentando intorno al 1848 lo studio del
Camuccini, quello del Coghetti e infine quello di Francesco Podestí e del Clerici. Ma la sua
propensione per la natura e la pittura tratta dal vero lo spingono a non
prendere esempio dallo stile di questi artisti, ancora legato all'esperienza
neoclassica e romantica.
Convinto assertore di un'unità nazionale partecipa alla prima guerra di
indipendenza, anche al seguito di Garibaldi. Dopo la restaurazione, tra il
1850 e il 1851, compie un viaggio a Napoli: qui probabilmente conosce i
risultati della scuola di Posillipo affinando la sua naturale propensione
per la rappresentazione verista del paesaggio. In questi anni inizia a
soggiornare ad Ariccia dove frequenta alcuni artisti stranieri: i nazareni
come Overbeck e Cornelius, con cui condivide la passione per l'arte antica,
e anche Bócklin e Oswald Achenbach.
Risalgono a questo periodo le prime conoscenze inglesi: nel 1852 incontra
George Mason, in compagnia del quale dipinge en plein air nella campagna
romana, e nel 1853 conosce Frederick Leighton. Probabilmente sono loro a
informare l'artista romano sulle idee di Ruskin, che dovevano apparire
congeniali al Costa la cui ricerca pittorica si fondava sulla rielaborazione
del vero attraverso il "sentimento del pensiero".
Conclude il periodo di formazione l'opera
Donne che caricano legna a Porto d'Anzio
del 1852, esposto nel 1856 alla Promotrice di Roma, nel 1861 alla 1
Esposizione nazionale di Firenze e nel 1862 al Salon parigino.
Tra il 1855 e il 1856 fa conoscenza dello svizzero Emile David, che lo
informa sulle prove di Corot e dei barbizonniers, e dell'inglese Charles
Coleman lo convince definitivamente ad abbandonare i soggetti storici.
Dal 1856 ha inizio la sua fortuna presso l'ambiente inglese: Leighton
acquista il quadro Dormono di giorno per pescare di notte, replicato
in grandi dimensioni qualche anno più tardi ed esposto nel 1890 alla New
Gallery di Londra.
A partire da queste date il processo creativo porta Costa a iniziare molti
lavori e a concluderli avanti nel tempo, alla ricerca idealistica della
perfezione: l'esempio più significativo è
La ninfa nel bosco che, iniziato nel
1863 verrà terminato solo negli anni Ottanta, preannunciando le novità della
pittura simbolista.
Nel 1859 si arruola nel regio esercito piemontese per combattere la seconda
guerra di indipendenza. Alla fine dello stesso anno torna Firenze dove
svolge un ruolo significativo nel circolo del Caffè Michelangelo soprattutto
per l'attività di Giovanni Fattori. A Costa spetta il merito di aver
convinto i giovani macchiaioli ad abbandonare i soggetti storici e dedicarsi
alla pittura dal vero, en plein air, e di aver introdotto l'insolito formato
accentuatamente longitudinale.
Tra il 1861 e il 1862 compie un primo viaggio a Parigi dove riceve gli
apprezzamenti di Troyon, Gleyre, Ricard Hébert e di Corot per le Donne che
caricano legna a Porto d'Anzio esposto al Salon. Espone anche al Salon des
Refusés un piccolo studio dal vero che viene immediatamente venduto e, in
privato, mostra agli amici francesi i suoi studi dal vero apprezzati anche
da Messonier. A Parigi frequenta critici come Théophile Gautier, Charles
Baudelaire e Eduard Bertin, confermando quell'interesse per il dibattito
teorico e la critica che lo vedranno in prima linea più tardi.
Nel 1862, durante un breve soggiorno a Londra conosce Burne-Jones,
attraverso il quale ha probabilmente modo di approfondire la conoscenza
delle idee di
Ruskin sull'arte. Nel 1863 raggiunge Mason nello Staffordshire
e con lui dipinge nella campagna inglese subendo il fascino delle tematiche
bucoliche e sentimentali care all'amico. In sua compagnia si reca poi a
Londra e Parigi e, una volta solo, prosegue per la zona di Fontainbleau dove
nasce l'ispirazione per La ninfa nel bosco, il suo quadro più famoso.
Rientrato a Firenze si avvicina a Banti e Cabianca e frequenta la tenuta di
Diego Martelli a Castiglioncello, avvicinandosi all'arte dell'Abbati.
Negli anni Sessanta alterna alla residenza fiorentina i soggiorni romani,
durante i quali, tra il 1865 e il 1866, incontra George Howard. Questi,
divenuto Lord Carlisle sosterrà la fortuna di Costa in Inghilterra e ne
diverrà uno dei maggiori collezionisti.
Nel 1867 si stabilisce nuovamente a Firenze in seguito alla sconfitta di
Mentana e lavora tra Livorno, Castiglioncello e Bocca d'Arno
Nel 1870 combatte per la liberazione di Roma e da quel momento partecipa
attivamente alla vita politica cittadina come consigliere comunale di
Trastevere.
La sua arte, pressoché sconosciuta al pubblico italiano, trova sempre
maggiori consensi in ambiente anglosassone: espone fin dal 1869 alla Royal
Accademy di Londra; a partire dal 1877 partecipa alle attività della
Grosvenor Gallery e nel 1882 ottiene enorme successo di pubblico e critica
con la mostra di sessantotto dipinti alla Fine Art Society
Fra il 1883 e il 1884 fonda la scuola etrusca con gli amici inglesi e
abbandona la Grosvenor Gallery per esporre alla New Gallery.
Nel 1887 aderisce al gruppo "In Arte Libertas" e partecipa alle esposizioni
organizzate regolarmente dalla società fino al 1902.
Nel 1897 viene acquisito dalla National Gallery of British Art Il
risveglio della natura, quadro donato con una sottoscrizione promossa
dagli amici inglesi e distrutto durante la seconda guerra mondiale.
Muore il 31 gennaio del 1903 a Marina di Pisa.