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Luigi Sabatelli 

 

(1752 - 1850)

                             

Luigi Sabatelli, nacque a Firenze il 19 febbraio 1772, dove iniziò la sua preparazione frequentando l’accademia.

Divenne famoso per le incisioni dantesche e soprattutto per una incisione raffigurante “La Peste di Firenze”, eseguita nel 1801.

 

Nel 1806 eseguì e la grande tela con “Davide e Abigail” per il Duomo di Arezzo, nel 1808 il conte Leopoldo Cicognara gli affidò la cattedra di pittura all’Accademia di Brera, incarico che mantenne fino al 1848 e successivamente ricoperto da Francesco Hayez.

 

Disegnatore perfetto e incisivo, amante del modellato chiuso e pulito, nettamente neoclassico, aveva una propensione per la pittura storica e per le grandi composizioni a fresco e a olio sia sacre che mitologiche. Affrescò la chiesa parrocchiale di Valmadrera con un'Apocalisse e a Milano decorò molti palazzi nobili.

 

Dal 1822 tornò a Firenze per qualche anno per compiere, nella volta della Sala dell'Iliade di Palazzo Pitti, quella che sarà la sua opera più famosa: "Il Concilio degli dei"; coadiuvato dal figlio Francesco, raffigurò un Olimpo popoloso e splendente e altre scene allegoriche, realizzando il più significativo, e forse l’ultimo, esempio del neoclassico italiano.

 

Il suo medievalismo e la sua pittura di storia rimasero in complesso un fatto isolato e solo l'incisione della Peste di Firenze ebbe grande eco, e fu ricordata piú tardi in ambiente romantico facendo passare Luigi Sabatelli per un precursore.

Morí a Milano nel 1850

 

 

                    

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