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Luigi Sabatelli, nacque a Firenze il 19 febbraio
1772, dove iniziò la sua preparazione frequentando l’accademia.
Divenne
famoso per le incisioni dantesche e soprattutto per una incisione
raffigurante “La Peste di Firenze”, eseguita nel 1801.
Nel 1806
eseguì e la grande tela con “Davide
e Abigail” per il Duomo di Arezzo, nel 1808 il conte Leopoldo
Cicognara gli affidò la cattedra di pittura all’Accademia di Brera, incarico
che mantenne fino al 1848 e successivamente ricoperto da Francesco Hayez.
Disegnatore
perfetto e incisivo, amante del modellato chiuso e pulito, nettamente
neoclassico, aveva una propensione per la pittura storica e per le grandi
composizioni a fresco e a olio sia sacre che mitologiche. Affrescò la chiesa
parrocchiale di Valmadrera con un'Apocalisse e a Milano decorò molti palazzi
nobili.
Dal 1822
tornò a Firenze per qualche anno per compiere, nella volta della Sala
dell'Iliade di Palazzo Pitti, quella che sarà la sua opera più famosa: "Il
Concilio degli dei"; coadiuvato dal figlio Francesco,
raffigurò un Olimpo popoloso e splendente e altre scene allegoriche,
realizzando il più significativo, e forse l’ultimo, esempio del neoclassico
italiano.
Il suo
medievalismo e la sua pittura di storia rimasero in complesso un fatto
isolato e solo l'incisione della Peste di Firenze ebbe grande eco, e fu
ricordata piú tardi in ambiente romantico facendo passare Luigi Sabatelli
per un precursore.
Morí a
Milano nel 1850
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