|
Antonio Fontanesi è tra i pittori italiani quello
che più riesce ad interpretare un romanticismo di livello europeo, anche se
la sua attività si svolge nella seconda metà del secolo. La sua pittura è
tutta prodotta nell’ambito tematico del paesaggio che egli riesce ad
interpretare con una sensibilità lirica di livelli eccezionali. La nota di
fondo è sempre una malinconia lieve e struggente. La natura è una presenza
senza tempo la cui illimitatezza non è spaziale ma temporale. La natura è
eterna, questa sembra la suggestione maggiore dei quadri di Fontanesi.
Ossia, la vicenda umana trascorre e passa ma la natura rimane sempre lì, con
le sue alture, i suoi prati, i suoi alberi.
Nei suoi quadri, tendenti spesso al monocromo, c’è sempre molta
attenzione alla particolare ora del giorno. Predilige l’ora vespertina o
mattutina, in cui la luce acquista una magia molto poetica. La tecnica è
molto libera e riesce ad evocare una rappresentazione naturalistica con
impasti coloristici quasi astratti e casuali.
Note biografiche :
Nato a Reggio Emilia il 23 febbraio 1818 da Giuseppe e da Maddalena
Gabbi, Antonio Fontanesi trascorre un’infanzia disagiata, a causa delle
precarie condizioni economiche della famiglia, che segnerà tutta la sua
opera.
Nel 1832 si iscrive alla Scuola Comunale di Belle Arti, dove a sedici
anni, conquista il premio di “paesaggio”.
Nel 1842 lavora come scenografo per il Teatro Comunale di Reggio Emilia,
dipingendo scene della Fausta e della Sonnambula per la stagione lirica del
Carnevale. Negli stessi anni la carriera di decoratore di Fontanesi viene
ostacolata dall’attività di A. Aquila e G.Boccaccio, che gli vengono
preferiti nelle commissioni pubbliche, perciò il pittore si deve
accontentare di eseguire decorazioni per case private, ove mette a frutto la
sua esperienza di scenografo ed il suo talento naturale nel dipingere
paesaggi, figure e prospettive.
Recatosi a Torino, entra nella Legione Volontari Lombardi e partecipa
alla Prima Guerra d’Indipendenza.
Nel 1950 si stabilisce a Ginevra, dove diviene pittore “alla moda”,
dedicandosi alla elaborazione di soggetti facili e di ritratti agli amici.
L’amicizia di V. Branchard gli assicura contatti influenti: Fontanesi
viaggia in Svizzera, in Francia e in Inghilterra.
Nel 1855 lascia la città di Ginevra per Parigi; gli anni trascorsi in
Francia sono fondamentali per l’evoluzione del concetto di paesaggio e la
maturazione artistica dell’opera di Fontanesi, che abbandona definitivamente
il suo passato di decoratore e scenografo e rifiuta il paesaggio
storico-architettonico.
Nel 1856, l'artista ritorna a Ginevra per l’Esposizione Permanente di
Belle Arti all’Ateneo.
Nel 1859, con lo scoppio della Seconda Guerra di Indipendenza, parte per
Torino, arruolandosi volontario e partecipando come sottotenente alle
campagne militari.
Ritornato a Ginevra, nel 1861 espone a Parigi, riscuotendo consensi, e
varie commissioni.
Nel 1862, dopo un breve viaggio a Firenze dove entra in contatto con i
macchiaioli, partecipa all’Esposizione di Torino e, nello stesso anno,
raccoglie alcune acquaforti in un album dedicato all’amico e allievo
incisore A.Gattinara.
Nel 1853, mentre vive ancora a Ginevra, chiede una cattedra in Italia.
Nel 1868 ottiene finalmente la nomina a Direttore e Professore di Figura
presso l’Accademia di Belle Arti di Lucca e l’anno seguente ottiene la
cattedra di "Paesaggio" alla Reale Accademia Albertina di Torino, città in
cui realizza la maggior parte dei suoi capolavori.
Nel 1873 partecipa alla Esposizione Universale di Vienna e nel 1874
all’Esposizione Promotrice di Torino, incontrando il favore della critica.
Nel 1875, : Fontanesi decide di partire per il Giappone dove insegna per
due anni dal 1876 al 1878.
Nel 1878, malato di idropisia, l'artista rientra a Torino per riprendere
l’insegnamento all’Albertina. In questi anni compie alcuni viaggi a Reggio,
a Ginevra e a Morestal per incontrare alcuni amici.
Nel 1880 è nuovamente presente all’Esposizione Nazionale di
Torino. Risalgono al 1881 gli ultimi viaggi a Ginevra e in Francia e a
Cannobbio, al rientro dai quali Fontanesi muore a Torino il 16 aprile 1882.
|