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Anton Sminck van Pitloo

 

 (1790 - 1837) 

 

 

 

Nato ad Arnhem in Olanda nel 1790, inizia a studiare pittura fin da ragazzo. Nel 1808 ottiene un pensionato di formazione artistica in Francia, dove rimane fino al 1811. Raggiunge poi Roma, dove resta per alcuni anni, frequentando la colonia di artisti olandesi. Caduto Napoleone e finita la borsa di studio, nel 1816 si trasferisce a Napoli nella quale risiederà per tutta la vita.

All'inizio degli anni Venti, apre una scuola privata di pittura a cui si formano Giacinto Gigante, Gabriele Smargiassi, Raffaele Carelli, Achille Vianelli: il nucleo originario della "Scuola di Posillipo".

 La sua formazione a Parigi gli permette di introdurre a Napoli per la prima volta la visione “en plein air” adottando la tecnica nuova della pittura a olio su carta. La novità del metodo di Pitloo sta nell'aver sovvertito il tradizionale studio del paesaggio elaborato a cavalletto introducendo l'osservazione dal vero della natura. Il paesaggio è dipinto direttamente sul foglio di carta che diventa uno strumento indispensabile all'artista.

La pittura di Pitloo subisce nel tempo un'evoluzione che parte da un vitreo vedutismo di tradizione olandese, per approdare ad una sensibilità romantica del paesaggio, che risente della lezione di Corot, senza tuttavia dimenticare l'eredità seicentesca del vero. Attitudine accentuata, negli ultimi anni, dalla conoscenza delle innovazioni di Turner che, nel 1828, tiene una grande mostra a Roma.

 Pitloo muore prematuramente a Napoli nel 1837, colpito dall’epidemia di colera. Sua figlia Sofia andò sposa al pittore Teodoro Duclère, il più fedele degli allievi di Pitloo.

 

                    

 

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